La Montagnetta di S.Siro come è nata?

l nostro gruppo sportivo prende il nome dal luogo dove la maggior parte di noi ha incominciato a praticare questo faticosissimo hobby,Vi interesserà sapere allora (per chi non ne fosse a conoscenza ) la sua storia e come è nata.

 

 

Articolo tratto da Milano in http://www.milanoin.it/index.asp

 

Nella zona nord-ovest di Milano, in prossimità del quartiere QT8, si erige il Montestella, noto ai milanesi come " la Montagnetta". Nel paesaggio pianeggiante della città è l’unica altura di rilievo (170 metri sul livello del mare), ma, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si tratta di una formazione naturale. È invece una collina artificiale piantumata, formata inizialmente con l’accumulo di macerie provocate dalle

 

bombe della II Guerra Mondiale e con materiale proveniente dalla demolizione degli ultimi tratti dei bastioni, spianati dopo il 1945. Ideatore del parco fu l’architetto Piero Bottoni, che lo dedicò alla moglie Stella, da cui appunto prende il nome. Secondo il progetto originario del 1946, la montagnetta avrebbe dovuto essere ancora più alta, ma a causa di spinte laterali del terreno che minavano la sicurezza dei vicini edifici, fu limitata agli attuali 45 metri.
Il Parco Montestella, che copre una superficie complessiva di 370.000 mq, presenta una gradevole varietà di zone boschive e prati. È realizzato su terrazze a gradoni che si innalzano progressivamente, collegate da una strada panoramica che, girando tutt’attorno al monte, ne raggiunge la sommità. Da qui si può godere una splendida visuale della città e del suo hinterland e, con condizioni di visibilità favorevoli, anche di tutto l’Arco Alpino fino agli Appennini.
Nella parte bassa del parco si trovano inoltre un piccolo parco giochi e delle aree attrezzate per calcio, basket e pallavolo.
Adiacente al Montestella vi è infine il Campo Sportivo XXV Aprile, destinato all’atletica leggera, al tennis e alle bocce.
 

 

Articolo di Giacomo Borella ( Corriere ).

“Inventore di montagne e di magnifiche costruzioni popolari”:è la felice definizione data da Fenand Lèger della figura dell’architetto milanese Piero Bottoni( 1903 – 1973).

La “ montagna inventata “ a cui si riferiva Lèger è naturalmente il Monte stella, cumulo di macerie della seconda guerra mondiale  trasfigurato da Bottoni in luogo di pace e di svago,cuore del suo progetto per il quartiere QT8, maturato a partire dall’ottava triennale del 1947 ( da cui il nome al quartiere). L’angolatura scelta nella mostra a lui dedicata ultimamente alla Bocconi,tende a spostare l’attenzione dagli oggetti architettonici verso l’ambito più ampio e complesso del paesaggio, facendo così emergere  aspetti di grande attualità nella ricerca di Bottoni  e collegando i singoli pezzi a formare i frammenti  di un più vasto mosaico milanese.

 Ed è in questo quadro di insieme che cogliamo l’importanza e la qualità del suo lavoro. Vengono così connessi tra loro progetti di piccola dimensione(arredamenti , mobili) e lavori urbanistici di grande scala,bassi edifici agricoli e alte costruzioni come la torre di Corso Buenos Aires e il grande palazzo Ina in C.so Sempione del 58. Attraverso tanti progetti affiora anche la rete di grandi figure del razionalismo milanese che circondava Bottoni ,che con lui lavorava e rifletteva,quel substrato che permise il dispiegarsi di molti percorsi e ricerche eccezionalmente vitali nel periodo precedente e successivo alla seconda guerra mondiale.

 

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